TRACK 22 - I problemi del CON Boyter gli aveva fornito sia l'U-Disc che il lettore, uno costruito appositamente dai Nascosti. - Speriamo che non salti in aria! Ne ho bruciati due negli ultimi giorni - disse il signor D., tentando di ritrovare un po' d'allegria dopo le lacrime. - Davvero? Come? - Ho chiesto all'U-Disc del dizionario di fare lo scanning di un libro... - Ahi! - fece Boyter, ridendo. - ...e poi gli ho chiesto cosa volesse dire fratelli. - Doppio ahi! È proprio sfortunato, mio caro amico - concluse il Capo dei Nascosti. - Più tardi mi spiegherà anche quella parola. Ora però faccia partire quel disco, per favore. Il lavoro del disco durò solo 12 minuti, 12 minuti che riportarono a galla quanto era sepolto da moltissimi anni. Si ricordò del suo ritorno a casa, degli stupidi programmi tv che aveva guardato quel pomeriggio e infine del rientro di suo padre con quegli uomini vestiti di scuro. No, a suo padre non avevano fatto nessun lavaggio del cervello. Era stato picchiato, aveva il volto tumefatto. Aveva pianto, era terrorizzato. Rovistarono in tutta la casa, portarono via chili e chili di libri, quaderni, scritti vari. Anche le penne, la tastiera, tutto. E tra di loro parlavano, dicevano come l'avevano uccisa, che urlava e che urlava anche il marito. E poi la cancellazione, l'U-Disc che gli avevano fatto sentire a forza. Aveva il CON-13, a quel tempo, gliel'avevano cambiato da un paio d'anni per non si ricordava quale motivo. Si ricordava invece di come gli avessero infilato il cavo, tenendogli ferme le braccia e la testa. Ricordava tutto, Dio mio, ricordava tutto. E soprattutto le loro facce, i loro volti. Anche se non serviva a nulla, anche se ora era inutile. Quando Atur e Boyter gli tolsero i cavi del lettore, il signor D. era turbato e stanco. Ma non ancora troppo stanco. - Continuiamo. Cos'è successo dopo? - chiese a Boyter. - Dopo quando? - la domanda l'aveva sorpreso. - Dopo la morte di mia madre. Voglio dire, come mai smisero di ammazzarvi uno ad uno? - La morte di sua madre fu l'apice di quel periodo di persecuzioni. Dopo quel fatto, i Nascosti erano decimati e i pochi superstiti si ritirarono nel sottosuolo, dove già da prima esistevano delle nostre basi, anche se poco utilizzate. Fu lì che nacquero i Nascosti Puri. - I Nascosti Puri? - Sì. I Nascosti sono di due tipologie diverse, che però convivono e operano insieme. I Nascosti Puri sono quelli che vivono nel sottosuolo, divisi in bande di persone che stanno insieme notte e giorno. I Nascosti di Superficie, invece, come dice anche il nome, vivono tra la gente normale, alla luce del sole, come già faceva sua madre. Dopo quel periodo di decimazione, tutti i Nascosti andarono nel sottosuolo e solo dopo qualche anno qualcuno ricominciò a mettere il naso fuori, a tornare a vivere all'aperto. Io fui uno di quelli. - E adesso lei è catalogato come Nascosto di Superficie? - Catalogato è una parola grossa. Semplicemente sono un Nascosto di Superficie. - E ci sono le bande, come le chiamate voi, anche tra quelli di Superficie? - Sì, - rispose, sedendosi anch'egli sulla poltroncina - anche se l'organizzazione è meno rigida. Di solito parliamo di settori di competenza in base alle zone geografiche. Il signor D. sospirò e si passò le mani tra i capelli. L'immagine di quegli agenti che ridevano della morte di sua madre era ancora lì, fissa. Era nervoso, stanco e il CON aveva ricominciato a prudergli. Lo grattò nervosamente, poi smise di scatto, come se si fosse ricordato che gli faceva male. - Il CON le dà fastidio? - gli chiese Boyter. - Sì. Gliene ha parlato il dottor Lash? - Accennato. - Ieri mi ha detto che il CON presenta dei problemi. Non il mio, in generale, tutti i CON... - Sì, è vero. Il CON è una miniera di problemi. - Diceva che era meglio non cambiarlo, di tenermi questo modello, il CON-13, finchè non ne avessi parlato con lei. Boyter si alzò di nuovo. Entrambi gli uomini erano inquieti, quella mattina, ognuno per motivi suoi propri. Il parlare e ricordare quella scia di omicidi che aveva insanguinato le fila dei Nascosti quasi cinquant'anni prima, però, li aveva scossi alla stessa maniera. Avevano tutti e due dei ricordi molto tristi al riguardo. - Il CON è la tecnologia di connessione che permette di far interagire un lettore di U-Disc col nostro cervello. Ci siamo fin qui? - nella tensione sembrava perfino essersi spogliato di quei suoi modi ossequiosi. - Sì, questo lo so. - Perfetto. Senza CON i lettori e tutta la tecnologia U-Disc sarebbe inutile, ok? Bene. Il CON è una tecnologia profondamente dannosa per il nostro cervello. Pian piano lo corrode, ne invecchia le cellule e porta a un generale decadimento fisico e a un invecchiamento precoce. Sa qual era la speranza di vita, solo due secoli fa? - I dati che si studiano a scuola... - I dati che si studiano a scuola sono fasulli. Due secoli fa la speranza di vita arrivava, per gli uomini, ai 78 anni. Ora è attorno ai 59. Le sembra progresso, questo? Quasi vent'anni in meno. No, non sembrava progresso. - Ed è tutta colpa del CON - riprese Boyter - e del suo collegamento invasivo. Quando i tecnici del governo lo elaborarono, non avevano previsto quest'effetto collaterale, che però risultò chiaro dopo qualche anno di commercializzazione. Cosa crede che abbia fatto, il Governo, quando ha avuto in mano questi dati catastrofici? Crede che abbia ritirato il CON e l'U-Disc dal mercato? No, semplicemente ha vietato, tramite la Commissione, la pubblicazione di quei dati. L'età media ha cominciato a scendere e la Commissione a oscurare i dati demografici dei decenni precedenti e a sostituirli con dati creati ad hoc. E il brutto è che i modelli più nuovi di CON non migliorano la situazione, ma la peggiorano. Sto andando troppo veloce? - Come? No, no, si figuri - rispose un confuso signor D.. - Sono stato sgarbato a non chiederglielo di nuovo dopo l'antidoto. Vuole da bere, anche un bicchier d'acqua, se lo vuole? - la tristezza accumulata prima stava sbollendo e stava invece ritornando la cerimoniosità. - Un po' d'acqua sì, grazie, la gradirei molto - era un po' arrossato in faccia e sudato. L'acqua fresca gli avrebbe fatto sicuramente bene. - Per questo - continuò Boyter mentre gli versava un bicchiere d'acqua ghiacciata - il dottore ieri le ha consigliato di non cambiare il suo CON. Non farebbe altro che peggiorare la situazione. - Ma, mi scusi, neppure con tutta la fantasia che ho posso pensare che un Governo, per quanto tirannico sia, voglia veder morti tutti i suoi sudditi. - Oh, non è così strano, mi creda. Sa che secoli fa si vendevano le sigarette, no?, si studiano anche a scuola... Ebbene, ad un certo punto fu provato che erano dannose, alzavano notevolmente le possibilità di tumore. Le industrie produttrici nascosero i dati finché poterono, e alcuni stati, che vendevano queste sigarette, si guardarono bene dal ritirarle dal mercato. Finché una cosa porta soldi e potere, perché non usarla? Questa è la loro filosofia, purtroppo. - Decisamente cinica - disse il signor D., sorseggiando dal bicchiere. - Sì, proprio così. Soprattutto se si pensa che il CON è obbligatorio fin dai 2 anni, come le vaccinazioni. E ogni volta che acquisiamo un U-Disc il nostro cervello ne esce danneggiato. - Ma, mi scusi, se gli U-Disc sono così dannosi, perché l'altro giorno mi ha dato quell'U-Disc per ricordare come si legge? E perché avete messo l'antidoto alla Rimozione di Ricordo in un U-Disc? È un controsenso. - L'abbiamo fatto perché ormai non si può vivere senza U-Disc, sarebbe da ottusi non sfruttare le sue potenzialità. Guardi, anch'io ho il CON, addirittura un CON-9, più vecchio del suo, e ogni tanto ascolto un U-Disc. Perchè l'U-Disc permette di acquisire velocemente e senza sforzo moltissime conoscenze. Guardi l'U-Disc per la lettura che le ho dato. In due ore lei ha acquisito quello che una persona normale acquisisce in sei mesi. Tutto ciò è prodigioso. Il guaio non sta nell'utilizzo dell'U-Disc e del CON, ma nel suo abuso e nel fatto che nessuno investe soldi nella ricerca per creare un CON più sicuro. È questo il vero dramma. Lo Stato obbliga i bambini ad usare gli U-Disc in ogni occasione, danneggiandogli il cervello e facendo loro credere che la cultura si possa acquisire così facilmente. No, non è possibile, non senza fondersi il cervello. La cultura è qualcosa che va conquistata, passo passo, lentamente, con gli adeguati sacrifici. Per questo amo la lettura. È la fatica che metti in un libro che viene ripagata con la cultura. Non altro. Boyter si era lasciato trasportare dal discorso, che accompagnava, come se fosse un'orazione pubblica, con gesti ed espressioni facciali adeguate. Ora, d'improvviso, sembrava accorgersene e ritornava composto, al suo ruolo di perfetto padrone di casa. - È una brutta situazione - acconsentì il signor D.. - È proprio vero, caro amico. Vuole ancora da bere? - No, grazie, sono a posto così. - Io invece mi verso un po' d'acqua, per schiarirmi la gola. Mi sta facendo parlare molto, stamattina - disse, accompagnando le parole con una risata. - Anche lei ha voglia di parlare - gli fece notare il signor D.. - Sì, è vero. Ma cosa vuole, sono le questioni su cui rifletto e mi batto da una vita. Ormai sono la mia ragione di vita, in un certo senso. - Non è sposato? - chiese, mentre Boyter si versava l'acqua. Si accorse anche di aver suscitato, nel padrone di casa, un leggero sussulto delle mani, con quella domanda. - No, non lo sono mai stato. Lei? - gli disse, girandosi verso di lui. - Io sì, una volta, ma ora sono divorziato. - Eh, è triste invecchiare da soli. - Sì, soprattutto se poi... o, ma questo non le interessa - disse, frenando il suo solito cruccio sul Ricovero Potenziale - piuttosto, avevo delle altre domande da farle. - Facciamo una pausa, vuole? Questo dialogo rischia di diventare estremamente pesante per tutti e due. Che ne dice, piuttosto, di fare un bel giro della casa? Non credo di avergliela mostrata, l'altra volta. - No, effettivamente no. Ma con le stampelle... - Oh, non si preoccupi, possiedo una bellissima sedia a motore che la porterà in giro con me e non la costringerà nemmeno a dover prendere l'ascensore per salire al primo piano, visto che sa salire anche le scale. - Beh, allora - rispose sorridente, contento di poter vedere quella che a lui sembrava proprio una reggia - accetto volentieri la proposta.